stuz

sparo solo stronzate

“Io non lavoro per i cartoni!”

Mi capita di ripensare spesso a quando da piccolo guardavo e riguardavo lo stesso film/cartone animato decine e decine di volte, senza stancarmi mai. Alcuni esempi? Il re leone, Jurassic Park, Bugiardo Bugiardo, The Mask, Canto di Natale di Topolino e una miriade di altre videocassette e titoli che ora non mi vengono in mente.

Li riguardavo anche una volta al giorno e i miei mi dicevano sempre: “Ma quante volte lo rivedi? Ma non ti stanchi mai? Cambia ogni tanto.”
Allora mi sembrava assurda una cosa del genere, io non mi stancavo mai di rivedere un film che mi piaceva, ricordo che ridevo ogni volta come uno scemo alle stesse battute ripetute fino allo sfinimento, talvolta anche rivedendole con il Rewind. Tutto ciò è pazzesco, sono passati solo pochi anni da allora e già tutto è diverso.

La cosa buffa è ripensare a questa cosa con il senno di poi. Insomma, ora un film lo vedo una volta soltanto e se lo rivedo la seconda (terza, quarta) volta è perchè mi piace trascorrere una serata in compagnia del mio vecchio mostrandogli un film che mi è piaciuto o che potrebbe piacere a lui, oppure tra amici, non so, ma a parte questo…

Ora vedo i film con un occhio molto più critico rispetto a 10 anni fa ma ripenso spesso a quei film che da bambino mi avevano rapito e che solo oggi mi rendo conto di quanto siano magari scialbi, brutti o stupidi. Oppure l’esatto opposto, solo adesso riesco a carpire certi aspetti che ai bambini solitamente sfuggono e che rendono un capolavoro quello che è. Mi riferisco in particolar modo alla trama, ai dettagli che fanno di un film un’opera avvinciente e che da bambino solitamente non si riescono a cogliere.
Un esempio che mi viene sempre in mente quando penso a tutto ciò è rappresentato senza ombra di dubbio dal film “Chi ha incastrato Roger Rabbit?”. Film stupendo, storico, divertente, innovativo ed originale certo…ma da piccolo vi si distingue una sola cosa: ci sono i cartoni animati.
Della trama non è che all’epoca ci capissi molto. E’ stato solo dopo qualche anno che, rivedendolo, mi sono reso conto di alcune finezze, di alcuni dialoghi particolari, che per un adulto sembreranno scontati. Nel caso specifico la storia del contratto, del testamento, degli omicidi e la caratterizzazione dei personaggi, le citazioni da altri film, la fotografia, le inquadrature, i tocchi di stile…chi diavolo ci faceva caso a 10 anni? Eppure il film piaceva un sacco lo stesso, non notavi alcun difetto, ti bastava che ti divertisse e ti dispiaceva quando arrivavano i titoli di coda, quelle brutte scritte che scorrevano verso l’alto e che ti apprestavi ad ignorare.

Oggi è tutto diverso, alcuni film ti sembrano stupidi solo perchè sono per bambini ed altri ancora sono stupidi anche per gli adulti, in alcuni continui a non capirne il senso anche se in maniera differente; non rimani affascinato, non rimani intrigato, pensi solo a quanto il film faccia schifo o a quanto sia noioso. Gli impegni della vita quotidiana ti impongono di pensare ad altro e diventa tutto così sfuggevole, un film non lo vedi più come un sogno, ma come mera opera fantastica o di cronaca odierna.
Quindi se crescendo riusciamo a capire ogni dettaglio, a giudicare un film nella sua interezza, va da sè che con l’esperienza aumentano anche le aspettative e con esse anche le delusioni, e ogni tanto, di fronte all'”ennesimo-stupido-film” torniamo a pensare “Dio, i film che vedevo da ragazzo, quelli sì che erano bei film…” senza renderci conto che non è il cinema ad essere cambiato, ma siamo noi stessi.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie. Maggiori info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi