stuz

sparo solo stronzate

Voce dallo scantinato

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OK, basta così, ho necessità di scrivere qualcosa, di dire la mia a qualcuno, di gettare parole al vento anche solo per il bisogno di farle uscire dalla mia testa, visto che è da una vita, oltre due anni, che non esterno in questo modo pensieri sul mio cesso di blog. C’è rischio che i pensieri facciano la muffa e che dentro il cranio mi si formino cattivi odori e siccome A ME non piace vivere nella monnezza, eccomi di nuovo qui, senza niente di davvero concreto da dire, ma che dirò ugualmente, a costo di parlare per righe intere del nulla e del cazzo che vi frega.

Partiamo con la prima cosa che mi passa per la testa in questo momento: io credo di essermi rincoglionito a forza di stare dietro ai social network, sebbene io sia sempre stato quello che remava contro, che diceva che i social network facessero cagare; sono ancora di quell’idea ma mi sono reso conto già verso la fine dell’anno scorso (ed in questi giorni più che mai) che essi ed in particolar modo Twitter, che è poi quello che utilizzo per la maggiore, abbiano completamente annichilito parti del mio essere e della mia vita.

È diventato una routine pericolosa e preoccupante quella di accedere-leggere-scorrere-condividere-retwittare-scorrere-seguire-incazzarsi-bloccare-sbloccare-silenziare-leggere-incazzarsi ancora... In questi ultimi anni sono successe talmente tante cose spiacevoli che sarà anche per questo forse che la spensieratezza di quel social network non riesca più a prendermi come un tempo. Trovo tutti i contenuti, o quasi, di un nauseabondo insopportabile. Mentre scorro l’infinita mole di stronzate banali, ripetute e rimasticate dalla quasi totalità di stronzi che vi trovo, provo una sensazione di disgusto che ricorda molto il saporaccio acidulo di succo di frutta che ti rimaneva in bocca nelle gite scolastiche, quando eri di ritorno verso casa in autobus assonnato, sudato e puzzolente e non vedevi l’ora di farti una doccia.

Voglio tornare a vivere le mie esperienze senza sentire il morboso bisogno di farlo sapere a tutti, vorrei godermi realmente la vita senza sentire la necessità del consenso degli altri, con i loro like del cazzo o i loro commenti a dirmi che sto facendo bene. E poi vorrei che anche tutti gli altri tornino a fare questo, perché di darvi il contentino sulle foto dei piatti che mangiate o delle spiagge che visitate non me ne frega un emerito cazzo. Non si tratta di invidia, si tratta che mi state sui coglioni perché lo fate solo per il suddetto consenso che vorrei non volere io.

Per questo motivo durante il febbraio scorso ho deciso di troncare completamente per tre settimane le interazioni con qualsiasi social network. E devo dire che in qualche modo è servito, ho reciso alcune morbosità e spasmodiche abitudini. C’ho riprovato qualche giorno fa, in cui sentivo di dover staccare un attimo la spina da tutto, ma ho ceduto dopo nemmeno una settimana.
Il motivo è presto detto: non so voi, ma oggi come oggi non riesco più a trovare una degna utilità all’avere ed utilizzare dispositivi elettronici quali tablet, smartphone o PC senza passare il 90% del tempo su un cazzo di social network; e se sono io a dirlo, dal momento che i social network li odio, è abbastanza triste.

Vorrei avere anche altro da fare, da scoprire, come facevo da adolescente. Dedicarmi a qualche nuovo programma, capire come funziona, creare contenuti. Un tempo, quando avevo tempo, voglia e meno preoccupazioni questo mi veniva naturale, mentre ora se non passo più della metà del tempo appresso a qualche post di stronzate sembra di stare a fissare un monolite senza alcuna utilità. È quasi la stessa sensazione di quando manca la connessione a internet: col dispositivo non ci fai più un cazzo. Quindi per disperazione e soprattutto per noia, ho fatto ritorno sul tanto amato/odiato Twitter.

L’insofferenza mostrata poc’anzi in realtà credo derivi in parte anche da un periodo piuttosto nebuloso; a memoria forse uno di quelli più grigi della mia esistenza. Sto vedendo parenti e amici cadere come mosche, capisaldi della mia vita abbandonare questo mondo o la mia vita da un giorno all’altro. La cosa che più mi preoccupa è che io mi stia scoprendo via via sempre più anaffettivo, sarà colpa dell’isolamento, sarà colpa della mancanza di stimoli, sarà colpa delle circostanze e di tutta la merda che ho scritto qui sopra…io non lo so. So soltanto che allo stato attuale trascino la mia esistenza assorbendo gli impatti, salvo poi sfogarli superficialmente su un sacco durante gli allenamenti, e gli unici momenti in cui riesco a non pensare a nulla sono quelli che passo lavorando. Stare a casa, specialmente nei weekend, specialmente quando sono solo, non mi è per niente di relax.

Non so cosa fare ma vorrei fare qualcosa, non so chi vedere ma vorrei vedere qualcuno. Comincio seriamente a stancarmi di me stesso, faccio 30 anni questo giovedì e non vorrei nemmeno ricevere gli auguri.

E guardate che non sono depresso né sto entrando in depressione. Sto semplicemente passando una fase di “non-me-ne-frega-un-cazzo” andante. Forse passerà presto, quando le cose miglioreranno (=smetteranno di peggiorare) o quando le dimenticherò, forse non passeranno presto o forse addirittura peggioreranno. Io sarò qui, dove sono ora, davanti uno schermo, per l’ennesima volta a tentare di capire se ho intenzione nuovamente di vomitare parole senza alcun senso su un blog che nessuno caga e nessuno legge solo per il gusto di far stare meglio me stesso o se invece star zitto, con il mio silenzio a rendere più liete le vite altrui e la mia una fogna paludosa.

Allora ditemi, vi piace la nuova grafica?

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