stuz

sparo solo stronzate

A cascata continua

Il calendario segna il 27 marzo e io con altri 4 compagni di viaggio siamo d’accordo di andare ad assistere alla laurea di DoS.

Tutti di Pescara e dintorni, ma la location è a L’Aquila quindi ci attendono un paio di orette di viaggio in auto.
Io mi alzo di buon’ora per poter agevolmente fare colazione e prepararmi senza dovermi scapicollare. Preparo una tazza di latte caldo e l’accompagno con i Cheerios, che sono l’unica scelta possibile dato che altro da mangiare non c’è, ben consapevole che il miele su di me ha lo stesso effetto della soda caustica nello scarico di un lavandino.

continua

Ingannare il tempo

A causa di un improvviso ed urgentissimo lavoro arrivato in ufficio oramai due giorni fa, e che doveva essere completato già due settimane prima (mi sono talmente incazzato che è stata la prima volta in assoluto che ho perso la voce imprecando, a fine giornata non riuscivo neppure più a dire “cazzo”, vabè, sorvoliamo) ho dovuto far slittare di un paio d’ore la mia routine quotidiana.

E’ pazzesco come tutto sembri diverso quando modifichi, sebbene di pochissimo, le tue abitudini.
Per esempio, fa stranissimo vederti ancora in ufficio alle 14:30, quando alle 13:00 avresti dovuto staccare, così come fa strano vederti ritornare a casa alle 15:00, quando alle 15:00 saresti dovuto ripartire per tornare in ufficio.

Ma la cosa che mi ha fatto più strano è stato rientrare in casa.

Solitamente Sabry fa il suo pisolino pomeridiano poco prima che io esca per andare in ufficio, e vederla oggi dormire lì sul letto quando sono rientrato mi ha come dato la sensazione di essere andato avanti nel tempo di due ore, senza sapere quello che fosse successo nel frattempo. Così come vedere la tavola completamente sparecchiata. Una sensazione di vuoto temporale mi ha assalito. Il mondo è andato avanti mentre io non c’ero, è come se fossi stato intrappolato in un buco temporale per 120 minuti. Ora sono le 16 e fra mezz’ora partirò per tornare in ufficio, sarà strano dopo appena due ore e mezza dover tornare a casa, anche se da lì in poi tutto tornerà come prima.

Comunque, per godermi appieno la oramai slittata pausa pranzo (pausa merenda?) per fare un pò di crono-economia sto scrivendo questa micro sparata direttamente dalla tazza del cesso.

*PLOF*

Dilemma

Mi scappa di andare al cesso ma non ho voglia di alzarmi…
Come diavolo faccio adesso!?

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