stuz

sparo solo stronzate

“Il nu metal è morto? Lo spero…”

La risposta secca di Chester Bennington a questa domanda, fattagli durante una recentissima chat sul sito di LPUnderground, è una bella doccia fredda per chiunque si aspettasse che un bel giorno Mike e soci sarebbero tornati a cavalcare l’onda del famigerato Nu-metal. La band getta praticamente al vento tutto (beh, quasi) quello per cui i Linkin Park sono conosciuti ed amati in tutto il mondo da milioni e milioni di (ex) adolescenti e non (anche se, a dirla tutta, è da un bel pò che stanno cercando di farcelo capire. È solo che nessuno li vuole ascoltare).
Comunque con questo post non starò a raccontarvi tutta la storia dei Linkin Park, del genere che hanno abbracciato a inizio millennio e di come e perchè sono diventati quello che sono, la mia vuole essere solo un’analisi dell’indignazione che la maggioranza dei fan della band prova quando si tira in ballo la differenza tra periodo di svolta e il passato che mai più, presumibilmente, verrà riproposto… continua

Deconstruction – Devin Townsend Project

Se all’inferno ci fosse il circo, probabilmente ciò che lo descriverebbe nel migliore dei modi sarebbe il sound di questo disco. Folle, pirotecnico, eccentrico, spettacolare, con Devin Townsend come vero ed unico mattatore della serata a presentare ed eseguire i vari numeri.
Eppure ci aveva avvisati: Deconstruction avrebbe racchiuso al suo interno la musica più pesante da lui mai scritta. Ed a ragion veduta devo dirvi che non stava affatto scherzando. continua

Buffoni mascherati

Come il caro vecchio Devin ci deliziava nei suoi tempi d’oro, sfuriando come un cane rabbioso nella canzone d’apertura della carriera degli oramai perduti Strapping Young Lad:

I worked in your fucking warehouse
I worked in your fucking dream
I worked on the edge of the product community and found that nothing’s what it seemed

I fucking hate you… […]

I worked for you fucking bastards,
I worked for your fucking lies
I went and pissed away too many fucking opportunities to try and make you fuckers feel right

and I fucking hate you…

Ora, io non ho mai lavorato in un ‘fottuto magazzino’, ma il senso generale delle liriche rimane…
Stupidissimi buffoni di merda! 😀

Domanda-rebus del giorno: cosa ci fa uno gnomo da giardino sott’acqua?

Inviate le vostre risposte direttamente nei commenti qui sotto!

La settimana della musica – Parte 1

Ave miei discepoli, ho atteso una giornata intera prima di scrivere questo post per fare chiarezza sugli eventi successi in questi 3 giorni.

I viaggi, sia di andata che di ritorno, si sono svolti senza complicazioni o problemi, come era previsto un paio di post fa, così come l’arrivo e la sistemazione in albergo.
Menzione d’onore alle colazioni super abbondanti che mi sono sbafato: pancetta fritta, uova fritte, fetta biscottata con burro e con miele, pesca e pera sciroppate, cigliegie, succo di frutta all’ananas e caffè macchiato. Prima del concerto ci siamo concessi una mattinata intera in piscina e pranzo abbondante a buffet per affrontare la lunga giornata che ci si parava d’innanzi.
Alle 15:30 arriva il taxi da noi chiamato che ci avrebbe portato al concerto dei Rammstein che, lasciate che ve lo dica, è stato decisamente il più bello che abbia mai visto in vita mia. Trascinante, emozionante, adrenalinico, devastante…

Sarebbero bastate anche solo la metà delle canzoni che hanno fatto per ripagare interamente il prezzo del biglietto, invece i sei omini teutonici ci hanno tenuto compagnia per 17 strepitose canzoni, per un totale di poco meno di due ore di musica e spettacoli pirotecnici.

Se dovessi scegliere qual’è stato il momento più alto dell’intera serata, direi senza ombra di dubbio quando hanno suonato “Frühling in Paris”. A fine canzone si è levata una cortina di fumo densissimo proveniente dai due lati del palco, che si è levata in aria ricoprendo l’intero castello Scaligero e mischiandosi con la luce rossa dei riflettori ha creato una sorta di nebbia attraverso la quale si distinguevano solo poche file di gente più indietro, per poi vedere l’aria riempita di coriandoli illuminati dalle luci stroboscopiche e con sottofondo epico della canzone più bella dell’ultimo album…un vero e proprio orgasmo sensoriale.

Altro momento degno di nota è stata la performance live della canzone Pussy (“You’ve got a FIGA, I have a CAZZO”), con l’esilarante scenografia che solo ai Rammstein poteva venire in mente…
Memorabili anche tutte le altre canzoni, ma esprimerle scrivendo non renderebbe l’idea di cosa ho provato, perciò mi risparmio la fatica e a descrivere questi momenti lascio parlare i video su YouTube, continuando, dal canto mio, a custodire gelosamente questi meravigliosi ricordi dentro di me:

  1. 1. Rammlied
  2. 2. B********
  3. 3. Waidmanns Heil
  4. 4. Keine lust
  5. 5. Feuer frei!
  6. 6. Wiener Blut (30s)
  7. 7. Frühling in Paris
  8. 8. Ich tu dir weh
  1. 9. Du riechst so gut
  2. 10. Benzin
  3. 11. Links 2 3 4
  4. 12. Du hast
  5. 13. Pussy
  6. 14. Sonne
  7. 15. Ich will
  8. 16. Haifisch

 

A fine concerto oltre quindicimila persone hanno letteralmente pacificamente invaso ogni strada, cunicolo e locale di Villafranca, dopo essere stati tremendamente provati da un’intera giornata di attesa sotto il sole afoso e infine straziati ulteriormente da 2 ore di pogo, salti e urla.
Il ritorno in albergo è stato un vero e proprio Messiah. Nemmeno il tempo di toccare il letto che ero già nel mondo dei sogni.
La mattina dopo ci siamo approntati per il viaggio di ritorno, ma non prima di perdere un paio d’ore a Verona, il quale unico lato positivo è stato trovare un negozio di caramelle che vendeva le Jelly Belly. Il ritorno è durato sei estenuanti ore ma alla fine eccoci qui.
Esperienza indimenticabile, Rammstein rul!

Ci si becca alla prossima con il resoconto del concerto sinfonico di Serj Tankian.

thx to: metalgermania.it per la lista dei video

Zerstören

Oggi si parte! Lo Stuzzo se ne va fuori città e da’ il via alla settimana musicale dell’anno.

Domani gran concertone dei Rammstein al castello Scaligero di Villafranca (Verona).

Si prevedono 5 ore di viaggio in auto, condite con musica metal a tema e canti a squarciagola, interrotti di tanto in tanto solo da qualche fermata alle stazioni di servizio per andare al cesso e rifocillarsi. Arrivo in serata in un albergo a 4 stelle, pagato un’inezia per aver prenotato 6 mesi fa (un giorno e due notti = 170 € totali da dividere in 3 persone = Epic win!).

Domani giornata riposo in albergo e dintorni, colazione, piscina, un pò di relax per dare il giusto “effetto fionda” alla giornata per poi arrivare alla sera carichi come carabine e spostarci a piedi fino al castello dove si terrà il concertone in cui urla disumane e salti da devastazione fisica la faranno da padrone fino al ritorno in albergo.

Aprono la serata in grande stile (presumo) i Combichrist, gruppo techno-industrial dalle forti tinte EBM, per energizzare un pò il pubblico in attesa di essere sommersi dalla potenza distruttiva dei Rammstein.
Si prevedono fiammate, esplosioni, muri della morte, pogo violento e bestie assassine al posto del normale pubblico, tutto regolare.

Se sopravviverò ci risentiremo nel weekend, appena prima di ripartire per andare al concerto sinfonico di Serj Tankian a Roma il 5 Luglio (auguri papozzo!!).

Suddetto concerto, totalmente differente da quello sopra citato vedrà me e Sbarinza seduti sugli spalti dell’Auditorium a sentire Serj Tankian con l’Orchestra Sinfonica Italiana reinterpretare i brani dell’album “Elect the dead” per un oretta e mezza (o poco più) di musica con la M maiuscola.

Ritorno in albergo e ripartenza la mattina successiva per essere di nuovo a Pescara il 6 luglio di pomeriggio.

Sarà una settimana sfiancante, ma ne varrà proprio la pena.

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