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sparo solo stronzate

Il Calcio ai coglioni

Ogni volta, OGNI VOLTA che per puro sbaglio mi ritrovo a guardare una partita di calcio in TV vedo giocatori prendersi cartellini gialli o rossi agitandosi e gesticolando scompostamente all’arbitro le proprie motivazioni e giustificazioni.

continua

Tarzanelli del web

Poi uno dice che non vuole averci niente a che fare, e ti credo! Mi spiegate che cazzo è diventato oggi Facebook?
Entri e apri una qualsiasi pagina a caso, per qualsiasi motivo, e che diavolo ti trovi davanti? Un’accozzaglia pressochè infinita di STRONZATE, postata da gente che non sa che fare e tenta disperatamente di emergere da un immenso e schifoso mare di merdosi egocentrici come lui.
Ben vengano le argomentazioni serie, i gruppi di discussione, le pagine dedicate ad iniziative ed organizzazioni, ma perchè deve ribollirmi il sangue leggendo gli interventi (o i commenti, ancora peggio) scritti dai poppanti?

continua

Ironia della sorte

Ma…non notate sia piuttosto ironico che il povero Steve Jobs, l'ex capo dell'azienda che più detesto, che più non sopporto, abbia lasciato questo mondo proprio il giorno del mio compleanno?

Ci facevo caso ieri, leggendo l'ennesimo post sull'ennesimo blog che parlava della sua morte. È una coincidenza troppo assurda, voglio dire, sì che la Apple mi sta sui coglioni ma una cosa del genere non sarei mai arrivato nemmeno a pensarla, non foss'altro perchè contro lui non avevo quasi nulla e dall'esterno mi pareva anche una persona piuttosto simpatica.

Non so voi, ma a me questa cosa inquieta…

We Spam You a Merry Christmas

{jumi [*14]} Arriva il Natale e tutti sono più buoni.

Nei film.

Nella realtà, arriva il Natale e tutti rimangono uguali. Ruffiani, falsi, opportunisti e figli di puttana.
Ora voglio che tra tutti coloro che stanno leggendo, alzino la mano coloro ai quali fa piacere ricevere gli auguri via e-mail dalle varie aziende e ditte per cui si è lavorato o che hanno lavorato per voi! No, non vale se regalano sconti o prodotti omaggio, parlo di una merdosissima mail di auguri con un'immagine presa a caso da Google e una sfilza di frasi tradotte in mille lingue.

Non dite corbellerie, suvvia! Se ci riflettete un secondo e se conosceste cosa c'è dietro non direste MAI che un augurio fatto da una ditta sia fatto con il cuore o che vada oltre il semplice interesse monetario. Certo, questo è quello che loro sperano che voi pensiate, in realtà il vostro non è che l'ennesimo indirizzo presente in lista e a loro basterà schiacciare un pulsante per elargire auguri a mezza città.
Loro schiacciano un pulsante e automaticamente fanno bella figura agli occhi di chi riceve.

In realtà è una cosa fatta talmente malvolentieri da farti chiedere quale cazzo sia mai il motivo di perderci del tempo, dal momento che la filosofia stessa del Natale va a farsi fottere…
Già mi immagino la situazione: uno si sbatte per la mezz'ora più lunga dell'anno a fare sta troiata e alla fine invia il tutto. Dall'altra parte il cliente riceve la mail di auguri, legge l'oggetto ed il mittente ed automaticamente fa un bel click su "Elimina mail e manda a fare in culo" (opzione da inventare secondo me).
Insomma, all'azienda di fare gli auguri ai clienti uno ad uno non gliene frega una cippa e ai clienti non gliene frega una cippa di leggerli, quindi perchè farsi tanti problemi?

Il succo della questione

Tutto questo per dire che OVVIAMENTE in questa cazzo di azienda a nessuno interessava fare una mail di auguri ai clienti, me compreso, ma altrettanto OVVIAMENTE doveva essere fatto, nonostante il motivo non fosse ben presente a tutti.
OVVIAMENTE la palla è passata a me, visto che sono quanto di più vicino ad una persona creativa che questa azienda possa avere. Sì perchè scrivere due righe e metterci un'immagine affianco è roba da far fare ad un grafico, che tanto non ha un cazzo da fare, non deve interrompere il suo lavoro per dedicarsi a stronzate come questa.

Il succo del succo della questione

Presa e-mail natalizia di anno precedente. Cambiato '2010' con '2011'. Mission accomplished!

 

Adesso forza, datemi da fare altre cazzate inutili, che tanto non ho altri lavori importanti a cui pensare…

Buffoni mascherati

Come il caro vecchio Devin ci deliziava nei suoi tempi d’oro, sfuriando come un cane rabbioso nella canzone d’apertura della carriera degli oramai perduti Strapping Young Lad:

I worked in your fucking warehouse
I worked in your fucking dream
I worked on the edge of the product community and found that nothing’s what it seemed

I fucking hate you… […]

I worked for you fucking bastards,
I worked for your fucking lies
I went and pissed away too many fucking opportunities to try and make you fuckers feel right

and I fucking hate you…

Ora, io non ho mai lavorato in un ‘fottuto magazzino’, ma il senso generale delle liriche rimane…
Stupidissimi buffoni di merda! 😀

Domanda-rebus del giorno: cosa ci fa uno gnomo da giardino sott’acqua?

Inviate le vostre risposte direttamente nei commenti qui sotto!

La Top Hate©

Ho aspettato che mi capitassero per far si che me ne ricordassi, così ho potuto prendere appunti ed ecco che mi accingo a postare il tutto.
Lo posto, si. Ma cosa? Ma ovviamente la lista delle cose che trovo più irritanti ed odiose!
No, no, no. Stavolta non sarà una cosa del genere, prometto. Sarà una cosa più edulcorata, meno cazzona e forse anche più oggettiva. Inizialmente volevo fare una top 10, ma poi mi sono reso conto che avevo lasciato alla deriva i miei fedeli lettori, quindi beccatevi la mia personalissima Top Hate©! [tŏp heyt]

Ho lasciato perdere questioni molto più importanti e gravi, perchè l’unico scopo qui è farsi qualche risata, altrimenti ci sarebbero ben altri problemi di cui parlare…
Detto questo, partiamo da quella meno irritante per arrivare alla peggiore, pronti? Via!

 

8. Il dentifricio secco sulla bocca del tubetto

Non so se vi è mai capitato, succede quando si lascia aperto il tubetto del dentifricio, in cima si forma uno strato fossile di pasta dentifricia che ostruisce la normale fuoriuscita del dentifricio, richiedendo l’intervento delle dita per essere estratto (constatando solo poi che la solidificazione è molto più radificata di quanto sembri).
Tolto il toccolone calcarizzato tutto torna alla normalità e si è subito assaliti da una sensazione di libertà e quietovivere, come quando si tira la catena del cesso…

7. La gente che cammina sul lato della pista ciclabile

Io non sono perfetto, lo avrò fatto anche io centinaia di volte ma mi rendo conto solo ora, dopo aver ripreso in mano la mia fedele Mountain Bike, Douglas, di quanto sia fastidioso avere la gente in mezzo alle palle quando stai pedalando sulla pista ciclabile! Posso capire quando non spetta a te pedalare sui marciapiedi che la gente ti insulta a gran voce, ma visto che ora la zona è per le bici, cazzo levatevi di torno! Non siete su una dannata passerella!
Giro della medaglia per quanto riguarda invece i pedoni che camminando tranquillamente e legittimamente sul marciapiede si sentono le biciclette arrivare da dietro e che iniziano puntualmente ed insistentemente a suonare quel fottutissimo campanello, come a dire “spostatevi, spostatevi, spostatevi, spostatevi, spostatevi, che devo passare!”. TU devi passare?! Brutta testa di cazzo, due metri più di là c’è la strada. Il comportamento ossessivo di suonare il campanello in questo modo è quasi esclusiva dei vecchi, delle donne e delle donne vecchie. Suonare il campanello non vi da’ affatto l’autorizzazione a farmi spostare quando voi neppure dovreste essere lì! Bifolchi!

6. Powerpoint e Outlook

Passando in zona “informatica” non posso non citare i due peggiori programmi mai inventati, con i quali meno vuoi avere a che fare e più dovrai starci a combattere.
Pesanti, lenti, poco professionali e con assurdi limiti funzionali e strutturali. Un connubio di bug e interfaccie poco intuitive, nonché genesi e mezzo di diffusione delle stramaledettissime catene di Sant’Antonio, con quelle presentazioni stronze da bimbiminkia. Non mi dilungherò oltre perchè altrimenti rischio di diventare noioso.
Però che schifo, spero solo che smettano di esistere.

5. Le fette biscottate che si rompono quando le mordi

C’è bisogno di aggiungere altro? Ci si spalma sopra qualsiasi cosa (Nutella, marmellata, burro…in base ai gusti), e quando finalmente gli si da’ il primo morso la bastarda si sgretola in decine e decine di pezzettini che, per la Legge della Sfiga, cadranno sistematicamente sulla parte appiccicosa. Oppure NON cadranno, ma rimarranno in bilico tra le dita, rimanendo debolmente unite solo dalla sostanza ivi spalmataci, richiedendo un tempestivo intervento affinchè l’intera fetta non collassi su se stessa, rendendo la prima colazione discretamente frustrante.

4. Taglietti fra le dita della mano

Quando per sbaglio ti capita di tagliarti fra le falangi o magari di sbucciartele, che so, quando stai piantando un chiodo e ti scappa il martello, ti fa capire quante volte nel corso della giornata le dita si toccano fra di loro. Normalmente non ci si pensa ma con un taglietto in quelle zone tutto cambia. Sembra quasi che sia un’antipatica coincidenza il fatto che PROPRIO LI’ le dita debbano entrare in contatto, e per giunta tantissime volte nel corso della giornata.

3. Prurito sotto i piedi quando si indossano le scarpe

Si entra nella zona calda della Top Hate. Sono sicurissimo che chiunque di voi abbia provato almeno una volta nella vita questa fastidiosissima situazione.
Sei in giro per il centro, indossando scarpe chiuse (o peggio ancora, anfibi) e ad un certo punto la pianta del piede inizia a prudere in maniera quasi insopportabile. D’estate questo non rappresenta un problema per via della semplice accessibilità alla zona interessata, quando magari si indossano ciabatte, zoccoli o infradito; ma d’inverno è completamente diverso: si cerca di sbattere i piedi per terra per attenuare il prurito, oppure di arrivarci con le dita se la scarpa lo consente. La soluzione più semplice, ma anche la più lunga e pallosa, sarebbe di levarsi la scarpa e dare vita ad una sonora grattata ma molte volte i luoghi o gli impegni non lo consentono. Cosa che fa arrivare direttamente al punto 3 questa irritantissima situazione.

2. Occhio che pulsa

Imprevedibile, inevitabile, interminabile, insopportabile. Puoi essere sul cesso, oppure a giocare a Tennis; puoi essere al cinema come a fare bungie jumping. L’occhio che pulsa arriva sempre quando meno te lo aspetti. Non sai quando ti lascerà in pace nè come fare per placarlo. L’occhio pulsante decide e si fa quello che dice lui! Dall’intensità del battito per passare dalla frequenza fino alla durata dell’intero sintomo. Una delle cose più odiose e insopportabili che si possano provare, specie perchè…non ha ragione d’esistere.
PS. inoltre non si può neppure più dirlo a nessuno, perchè ogni volta, OGNI VOLTA che lo si fa notare ci scappa la solita e stupidissma battuta “Come hai detto? Ti PUZZA l’occhio? Auahua”. Ma vaaaffancùulo allora!!

1. Morso lingua/interno guancia

Ed eccoci arrivati in cima alla lista con la cosa che mi irrita e infastidisce più di qualunque altra cosa (credo).
Mentre mangiamo e mastichiamo, in una frazione di secondo, non si sa come, perdiamo il controllo della nostra bocca, i denti slittano due millimetri più verso l’esterno e la lingua viene scaraventata fuori dalla sua normale posizione, provocando due delle seguenti situazioni che portano alla bestemmia automatica: il morso della lingua o dell’interno guangia.
La cosa più frustrante è che, per quanto riguarda la guancia, l’evento non avviene quasi mai da solo. C’è motivo di pensare che, una volta avvenuto il primo morso, questo si ripresenterà nello stesso identico punto di prima. Con i morsi alla lingua solitamente ci se la cava con un piccolo taglietto che, una volta passata la fase del sangunamento, porta al termine le sofferenze. Mordendosi le guance invece, trovandosi in zona pre-molare (ben più pericolosa), avviene una vera e propria scarnificazione. Si perdono pezzi di bocca che vengono irrimediabilmente mangiati assieme al cibo (e ad una dozzina di santi del purgatorio). La lingua correrà in soccorso della zona colpita, avvertendo una certa qual ruvidità che prima non c’era, a segnare che oramai la cellulosa che rivestiva quella parte è andata a farsi benedire. Quando questo avviene bisogna fare attenzione alle imprecazioni verbali, poichè queste ultime vengono fuori quasi automaticamente e potrebbero turbare il momento del pasto alle altre persone presenti.

 

Alla prossima!

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