stuz

sparo solo stronzate

La settimana della musica – Parte 2

Ora sono comodo sul mio letto, spaparanzato con il portatile sulla panza e cuscini a rialzo dietro la testa. Mi sono messo comodo perchè in tutto relax voglio raccontare la seconda ondata di musica a cui ho assistito ieri sera, e non solo…

Cosa è successo di preciso? Beh, io e Sabry siamo partiti la mattina presto in autobus alla volta di Roma, stazione Tiburtina. Da lì abbiamo preso due metro e una linea ferroviaria urbana per arrivare all’Hotel Ritz (azzarola come mi sono trattato bene quest’ultima settimana). Fatto il check-in abbiamo realizzato che la stanza non era ancora pronta, quindi abbiamo lasciato i bagagli (uno) al facchino e siamo andati alla ricerca di un ristorante…che non abbiamo trovato. Al suo posto però abbiamo trovato un localino che all’occorrenza prepara pranzi, cene, colazioni e roba simile. Ma, Giuda Escariota, la cucina apriva solo un’ora dopo il nostro arrivo, per cui ci siamo dovuti accontentare di una caprese (io) e di un’insalata (Sabry); non contento mi sono sbafato pure un tramezzino al tonno e pomodoro. Morale della favola, abbiamo speso 21€ per un pranzo del cazzo. A saperlo potevamo pranzare in albergo a suon di panini! Amen.

Subito dopo aver pranzato ci siamo diretti verso l’Auditorium Parco della Musica, dove Serj avrebbe tenuto lo spettacolo di sera. Abbiamo dato uno sguardo nei paraggi per renderci conto di come fosse il posto e subito dopo siamo entrati a farci un giro nella libreria che c’era lì vicino. Dopo una mezz’oretta siamo tornati in albergo, il quale aveva ci aveva già sistemato la camera.
Dalle 15:00 alle 17:00 vuoto totale, pennichella e scazzo davanti la TV. Dopo di ciò ci siamo avviati di nuovo verso l’Auditorium.

Ed è proprio verso le 17:00 che la culaggine ha avuto inizio. In principio siamo entrati perchè abbiamo notato su un cartello che nell’auditorium c’è una mini mostra di strumenti musicali, quindi, non avendo fondamentalmente nulla da fare ci siamo avviati lì. Abbiamo visto quello che c’era da vedere ma tornando indietro ci siamo resi conto che l’orchestra si stava sistemando sul palco per iniziare i soundcheck. Dopo nemmeno 10 minuti ecco che spunta il grande Serj, in maglietta, pantaloncini ed occhiali da sole, in tutta la sua magnificienza. Ovviamente è subito scattata una sessione selvaggia di fotografie miste a video. Era lì, a 20 metri e due vetrate di distanza. Gli abbiamo fatto dei cenni e ci ha anche salutato ad un certo punto. Eravamo dapprima nemmeno una decina di ragazzi a guardare le prove, ma col tempo iniziava ad affollarsi sempre più e alla fine ci hanno allontanato (dopo due ore, ah!).

Abbiamo colto l’occasione per mangiare qualcosa prima del concerto vero e proprio, visto che lì dov’eravamo c’era un self service, quindi panino e via, si aprono i cancelli (erano cordoni, ma vabè)!

Prendiamo posto in quinta fila parterre e alle 21:15 circa ecco che lo spettacolo inizia! Serj si presenta al pubblico con la sua solita e stilosissima giacchetta bianca, camicia lilla e la sua mitica simpatia, regalandoci fra una canzone e l’altra vere e proprie perle di ironia, tradotte in un italiano “serjizzato” che ha strappato alla platea ben più di qualche risata. Tankio ci ha tenuto compagnia per un’oretta e mezza cantando 16 canzoni, di cui 14 dall’album sinfonico e due inedite dal nuovo album in uscita a settembre, reinterpretate anch’esse in chiave sinfonica. Che dire, lo spettacolo è filato via liscio come miele, fino all’esibizione di Empty Walls, dove lo scatenamento generato dal carisma di Serj ha chiuso in bellezza una serata già magnifica di per sè!

Quando un concerto simile finisce ti dispiace andare via senza almeno provare a salutare il mito che hai appena visto sul palco, quindi ci siamo diretti verso i cancelli esterni dai quali, teoricamente, sarebbe dovuto uscire Serj Tankian in auto…macchè!! Siamo stati lì fino alle undici e mezza e alla fine ce ne siamo andati per disperazione.

Nonstante la piccola nota di tristezza finale, il concerto è stato splendido, proprio ora sto caricando su YouTube i video che ho registrato e che potete vedere nei link qui sotto:

  1. 1. Soundcheck – Le prove prima del concerto
  2. 2. Feed Us
  3. 3. Lie lie lie
  4. 4. Peace Be Revenged
  5. 5. Saving Us
  6. 6. Disowned Inc.
  7. 7. Empty Walls

 

Per guardare invece le foto vi rimando all’album online che ho preparato appositamente per l’occasione, buona visione!

La settimana della musica volge così al termine.

Waiting for Linkin Park…

La settimana della musica – Parte 1

Ave miei discepoli, ho atteso una giornata intera prima di scrivere questo post per fare chiarezza sugli eventi successi in questi 3 giorni.

I viaggi, sia di andata che di ritorno, si sono svolti senza complicazioni o problemi, come era previsto un paio di post fa, così come l’arrivo e la sistemazione in albergo.
Menzione d’onore alle colazioni super abbondanti che mi sono sbafato: pancetta fritta, uova fritte, fetta biscottata con burro e con miele, pesca e pera sciroppate, cigliegie, succo di frutta all’ananas e caffè macchiato. Prima del concerto ci siamo concessi una mattinata intera in piscina e pranzo abbondante a buffet per affrontare la lunga giornata che ci si parava d’innanzi.
Alle 15:30 arriva il taxi da noi chiamato che ci avrebbe portato al concerto dei Rammstein che, lasciate che ve lo dica, è stato decisamente il più bello che abbia mai visto in vita mia. Trascinante, emozionante, adrenalinico, devastante…

Sarebbero bastate anche solo la metà delle canzoni che hanno fatto per ripagare interamente il prezzo del biglietto, invece i sei omini teutonici ci hanno tenuto compagnia per 17 strepitose canzoni, per un totale di poco meno di due ore di musica e spettacoli pirotecnici.

Se dovessi scegliere qual’è stato il momento più alto dell’intera serata, direi senza ombra di dubbio quando hanno suonato “Frühling in Paris”. A fine canzone si è levata una cortina di fumo densissimo proveniente dai due lati del palco, che si è levata in aria ricoprendo l’intero castello Scaligero e mischiandosi con la luce rossa dei riflettori ha creato una sorta di nebbia attraverso la quale si distinguevano solo poche file di gente più indietro, per poi vedere l’aria riempita di coriandoli illuminati dalle luci stroboscopiche e con sottofondo epico della canzone più bella dell’ultimo album…un vero e proprio orgasmo sensoriale.

Altro momento degno di nota è stata la performance live della canzone Pussy (“You’ve got a FIGA, I have a CAZZO”), con l’esilarante scenografia che solo ai Rammstein poteva venire in mente…
Memorabili anche tutte le altre canzoni, ma esprimerle scrivendo non renderebbe l’idea di cosa ho provato, perciò mi risparmio la fatica e a descrivere questi momenti lascio parlare i video su YouTube, continuando, dal canto mio, a custodire gelosamente questi meravigliosi ricordi dentro di me:

  1. 1. Rammlied
  2. 2. B********
  3. 3. Waidmanns Heil
  4. 4. Keine lust
  5. 5. Feuer frei!
  6. 6. Wiener Blut (30s)
  7. 7. Frühling in Paris
  8. 8. Ich tu dir weh
  1. 9. Du riechst so gut
  2. 10. Benzin
  3. 11. Links 2 3 4
  4. 12. Du hast
  5. 13. Pussy
  6. 14. Sonne
  7. 15. Ich will
  8. 16. Haifisch

 

A fine concerto oltre quindicimila persone hanno letteralmente pacificamente invaso ogni strada, cunicolo e locale di Villafranca, dopo essere stati tremendamente provati da un’intera giornata di attesa sotto il sole afoso e infine straziati ulteriormente da 2 ore di pogo, salti e urla.
Il ritorno in albergo è stato un vero e proprio Messiah. Nemmeno il tempo di toccare il letto che ero già nel mondo dei sogni.
La mattina dopo ci siamo approntati per il viaggio di ritorno, ma non prima di perdere un paio d’ore a Verona, il quale unico lato positivo è stato trovare un negozio di caramelle che vendeva le Jelly Belly. Il ritorno è durato sei estenuanti ore ma alla fine eccoci qui.
Esperienza indimenticabile, Rammstein rul!

Ci si becca alla prossima con il resoconto del concerto sinfonico di Serj Tankian.

thx to: metalgermania.it per la lista dei video

Zerstören

Oggi si parte! Lo Stuzzo se ne va fuori città e da’ il via alla settimana musicale dell’anno.

Domani gran concertone dei Rammstein al castello Scaligero di Villafranca (Verona).

Si prevedono 5 ore di viaggio in auto, condite con musica metal a tema e canti a squarciagola, interrotti di tanto in tanto solo da qualche fermata alle stazioni di servizio per andare al cesso e rifocillarsi. Arrivo in serata in un albergo a 4 stelle, pagato un’inezia per aver prenotato 6 mesi fa (un giorno e due notti = 170 € totali da dividere in 3 persone = Epic win!).

Domani giornata riposo in albergo e dintorni, colazione, piscina, un pò di relax per dare il giusto “effetto fionda” alla giornata per poi arrivare alla sera carichi come carabine e spostarci a piedi fino al castello dove si terrà il concertone in cui urla disumane e salti da devastazione fisica la faranno da padrone fino al ritorno in albergo.

Aprono la serata in grande stile (presumo) i Combichrist, gruppo techno-industrial dalle forti tinte EBM, per energizzare un pò il pubblico in attesa di essere sommersi dalla potenza distruttiva dei Rammstein.
Si prevedono fiammate, esplosioni, muri della morte, pogo violento e bestie assassine al posto del normale pubblico, tutto regolare.

Se sopravviverò ci risentiremo nel weekend, appena prima di ripartire per andare al concerto sinfonico di Serj Tankian a Roma il 5 Luglio (auguri papozzo!!).

Suddetto concerto, totalmente differente da quello sopra citato vedrà me e Sbarinza seduti sugli spalti dell’Auditorium a sentire Serj Tankian con l’Orchestra Sinfonica Italiana reinterpretare i brani dell’album “Elect the dead” per un oretta e mezza (o poco più) di musica con la M maiuscola.

Ritorno in albergo e ripartenza la mattina successiva per essere di nuovo a Pescara il 6 luglio di pomeriggio.

Sarà una settimana sfiancante, ma ne varrà proprio la pena.

La prima uscita a solo un euro

Mentre mi accingo a concludere la mattinata lavorativa, mi sono ricordato di avere un weblog in cui scrivo cagate e mi sono detto “ehy, ieri sera dopo cena, io e i miei commilitoni abbiamo discusso di un bell’argomento degno di questo sito, perchè non condividerlo?”.

Ebbene eccomi qui. Di cosa si parla oggi? Ma ovviamente delle raccolte in edicola ad uscite settimanali!
Avete capito quali sono…quelle che ti fregano ben bene con la pubblicità super esaltante ed “un prezzo eccezionale” (Del Prado), cominciando con la prima uscita che ti costa un’inezia, per continuare poi a prezzi esponenzialmente più alti.

Ora, non dico che debbano essere delle cose infime ed inutili, quali esempi migliori di “Esplorando il corpo umano” e “Dinosauri” che all’epoca della mia infanzia spopolavano tra i ragazzi. Hanno avuto talmente successo che li riproponevano a distanza di un paio d’anni…
Non dico neppure che tutti debbano eguagliare tale successo, ma sant’iddio….

Ok, mettiamo che io sono il tizio che decide su cosa basare la collezione, cosa può venirmi in mente? Francobolli? Nah, troppo scontata e banale. Carte telefoniche? Potrebbe anche darsi, ma sono davvero tante! A questo punto finisco le idee e prendo la prima cosa che mi vedo passare davanti: un taxi! Ecco l’idea! Farò una collezione sui taxi storici nel mondo.
A questo punto io, potenziale acquirente, vedo la pubblicità in TV nella quale viene mostrata una collezione di milleseicentonovanta modellini di taxi diversi, messi tutti in una splendida bacheca in vetro di Murano e dei tizi in giacca e cravatta tutti sorridenti che la rimirano orgogliosi di se stessi…tutto questo secondo la LORO visione delle cose. La MIA visione delle cose è leggermente più realistica: una persona sana di mente, o almeno con un briciolo di spirito di conservazione economico, o chiunque non abbia mai lavorato nel mondo dei taxi in vita sua, non se lo sognerebbe neppure di andare a spendere millanta euro per una collezione così stupida e inutile, per poi ritrovarsi con una tonnellata di modellini del cazzo senza sapere dove metterli. Insomma, come possono sperare che una collezione di modellini di taxi possa riscuotere successo? Se poi mettiamo pure che dalla terza uscita in poi il prezzo sale ai 10 euro in su, allora la croce è sistemata! Ho fatto l’esempio dei taxi ma ce ne sono molti altri, un altro che ricordo, seguendo la stessa scia è quello dei modellini dei camion dei vigili del fuoco, oppure le targhe automobilistiche del mondo, oppure, i modellini di Roma ed i suoi nemici…scandalosi.
“Finalmente una eccezionale collezione di miniature sui guerrieri dell’antichità!” Finalmente, cazzo!

Tutte queste collezioni le vedi in edicola la prima settimana, poi spariscono inesorabilmente poichè non vi è più richiesta, ma perchè non risparmiarsi la fatica la prossima volta?
C’è da rendere lode alla DeAgostini che invece riesce a sfornare delle cose un minimo  più interessanti o che almeno durano un tantinello di più, anche se comunque la gente non ha alcuna voglia di spendere quello sfracco di soldi per una collezione che terminerà due anni dopo, specie nell’era digitale.

Dal canto mio ho finito la collezione dei dinosauri, quella in cui si doveva costruire il t-rex e il triceratopo fosforescenti, che mito! 8 raccoglitori da 13 fascicoli ciascuno, utilizzati una volta e una volta soltanto: quando li scartavo. Adesso saranno 10 anni che stanno lì a prendere la polvere…

Me li rivendo! Qualuno li vuole? Il primo fascicolo, con un mazzetto di peli del pube di Stuz a solo 1€ e la seconda uscita, con fascicolo e scatarrata in bustina, a 10€!
Un prezzo eccezionale. Del Prado.

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