stuz

sparo solo stronzate

Routine?

Ah, bene! Salutiamo tutti il merdosissimo Lunedì appena iniziato. Non posso crederci, sono passati quasi 5 mesi dall’ultima volta che ho scritto qualcosa in questo cesso.
Dunque, buon anno a tutti;c’ho messo solo due settimane per dirvelo. La buona notizia per voi e che volendo potreste smettere di leggere anche adesso, quello che seguirà non interesserebbe a nessuno.

continua

La triplice soddisfazione del coffee break

Problema:

Tre persone aspettano di bere il caffè. Oltre alla caffettiera sul tavolo ci sono tre tazzine, un cucchiaino e una zuccheriera.
Sia dato che:

  1. La persona A preferisce il caffè bollente e poco dolce;
  2. La persona B preferisce il caffè dolce, senza granelli di zucchero residui e a qualsiasi temperatura;
  3. La persona C preferisce il caffè freddo e dolce;
  4. Il cucchiaino usato per mescolare è uno solo.

Dal momento in cui il caffè nella caffettiera è pronto da versare, in che modo, se esiste, si potrebbero servire le tre tazzine senza deludere i gusti e le aspettative di ciascuna persona?

Suggerimento: In base al punto 4 le tazzine andranno prima zuccherate tutte e poi mescolate, per evitare di impiastrare il cucchiaino di caffè e zucchero.

Svolgimento:

Per la risoluzione corretta di questo problema vanno presi in considerazione gli elementi coinvolti.
Tanto per cominciare il cucchiaino, lo zucchero e le tazzine e, in secondo luogo, il tempo che passa.
Diamo per scontato che il caffè sia appena uscito e quindi al massimo della temperatura possibile, che le tazzine siano tutte della stessa dimensione, dello stesso materiale e della stessa tipologia (qualunque essa sia), e che le persone siano già pronte attorno alle tazzine (disposte in fila su un piano) per bere ciascuna il proprio caffè.

La prima cosa da fare è sicuramente versare il caffè nelle tazzine ma si deve fare in modo che le preferenze di tutte e tre le persone vengano soddisfatte. Quindi i caffè non devono essere troppo freddi o troppo caldi, ad eccezione della persona B.
Tenendo conto dei gusti di ciascuno e del fatto che le tazzine sono fredde, si procede con il versare il caffè prima nella tazzina C per far si che la temperatura del caffè inizi a disperdersi nel recipiente stesso, poi nella B ed infine nella tazzina A, per ritardare il più possibile la trasmissione di calore da tazzina a bevanda.
Come seconda cosa bisogna zuccherare in maniera adeguata le varie tazzine di caffè; va deciso dapprima l'ordine in cui le tazzine vanno zuccherate, iniziando col tenere in considerazione lo zucchero.
Infatti esso contribuirà in minima parte a far scendere la temperatura dei caffè, ma nel nostro caso alla persona A il caffè piace bollente e con poco zucchero, mentre alla persona C il caffè piace dolce e freddo; se escludiamo la persona B che non ha preferenze di temperatura, scopriamo che la situazione è già quella più ottimale e perciò non consideriamo lo zucchero un fattore determinante ai fini dell'ottimizzazione della temperatura. Va invece stabilito l'ordine con cui mescolare lo zucchero delle tre tazzine per via dell'elemento cucchiaino.
La persona B non ha preferenze di temperatura ma non vuole granelli di zucchero residui nel caffè quindi si suppone che i tempi di mescolanza saranno più lunghi. Possiamo quindi ragionalmente affermare che la tazzina B sarà l'ultima ad essere mescolata poichè tempi prolungati fanno scendere la temperatura dei caffè, fenomeno favorito anche dalla temperatura generalmente fredda delle tazzine stesse. Dunque tenendo presente che il cucchiaino è ancora freddo, si partirà dalla tazzina C dimodoché il calore del caffè si trasmetta in parte dalla bevanda al cucchiaino, rendendolo meno freddo.
Ora il caffè C è stato raffreddato sia dalla tazzina stessa che dal cucchiaino, il tempo che trascorrerà fino alla fine de problema farà il resto, quindi non sarà più necessario intervenire sulla tazzina C fino a quando non verrà servita.
Passiamo alla tazzina A, che verrà mescolata dopo poco tempo trascorso dal versamento dalla caffettiera con il cucchiaino tiepido e quindi con il minimo calo di temperatura. Il caffè è quindi ancora ragionevolmente caldo da poter soddisfare la persona A. Se possibile servire il caffè A appena dopo il mescolamento.
Procediamo quindi alla persona B che, non avendo preferenze di temperatura, può bere il caffè sia caldo che freddo e senza granelli di zucchero, in quanto i tempi di mescolamento possono essere più prolungati nel tempo (facendo attenzione a non esagerare nel caso in cui la tazzina A ancora non fosse stata servita; nessun problema invece per la C).

A questo punto è possibile servire i caffè senza alcun disappunto (o comunque minimo) da parte deille persone coinvolte.

 

Ispirato a fatti realmente accaduti e che continuano ad accadere.

Punti di vista

Mi è sorto un dubbio amletico ieri sera…

Mettiamo il caso che una persona affetta da strabismo, guardando verso destra, abbia l’occhio destro “allineato” a destra e l’occhio sinistro che guarda dritto, ok?

Per farla breve: occhio destro = ore 2:30, occhio sinistro = ore 12:00 in punto.

Mettiamo ora che questa persona ruoti lo sguardo per guardare avanti. A questo punto avremmo la situazione praticamente inversa, no? Occhio destro = ore 12:00, occhio sinistro = ore 9:30.

Detto questo, cosa succede quando il soggetto strabico guarda verso sinistra? Essendo l’occhio sinistro già al massimo delle sue capacità, mentre quello destro ha ancora diverse “ore” da percorrere, sarebbe plausibile pensare che lo sguardo si allinei alle 9:30? O capita che il sinistro continua comunque a girare arrivando a fissare le cervella del soggetto stesso?

Nel primo dei due casi potremmo quasi dire che i soggetti strabici non sono più strabici quando ruotano lo sguardo ai limiti della direzione intrapresa dal decentramento. Giusto? E quindi è un pò come quando si dice che anche un orologio rotto ha ragione due volte al giorno…

Allegria!

Ingannare il tempo

A causa di un improvviso ed urgentissimo lavoro arrivato in ufficio oramai due giorni fa, e che doveva essere completato già due settimane prima (mi sono talmente incazzato che è stata la prima volta in assoluto che ho perso la voce imprecando, a fine giornata non riuscivo neppure più a dire “cazzo”, vabè, sorvoliamo) ho dovuto far slittare di un paio d’ore la mia routine quotidiana.

E’ pazzesco come tutto sembri diverso quando modifichi, sebbene di pochissimo, le tue abitudini.
Per esempio, fa stranissimo vederti ancora in ufficio alle 14:30, quando alle 13:00 avresti dovuto staccare, così come fa strano vederti ritornare a casa alle 15:00, quando alle 15:00 saresti dovuto ripartire per tornare in ufficio.

Ma la cosa che mi ha fatto più strano è stato rientrare in casa.

Solitamente Sabry fa il suo pisolino pomeridiano poco prima che io esca per andare in ufficio, e vederla oggi dormire lì sul letto quando sono rientrato mi ha come dato la sensazione di essere andato avanti nel tempo di due ore, senza sapere quello che fosse successo nel frattempo. Così come vedere la tavola completamente sparecchiata. Una sensazione di vuoto temporale mi ha assalito. Il mondo è andato avanti mentre io non c’ero, è come se fossi stato intrappolato in un buco temporale per 120 minuti. Ora sono le 16 e fra mezz’ora partirò per tornare in ufficio, sarà strano dopo appena due ore e mezza dover tornare a casa, anche se da lì in poi tutto tornerà come prima.

Comunque, per godermi appieno la oramai slittata pausa pranzo (pausa merenda?) per fare un pò di crono-economia sto scrivendo questa micro sparata direttamente dalla tazza del cesso.

*PLOF*

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